LA DIFFERENZA TRA STUFE E CAMINI

LA DIFFERENZA TRA STUFE E CAMINI

Le STUFE hanno la caratteristica fondamentale di essere svincolate dalle mura della casa, salvo la necessità di disporre di una canna fumaria di almeno 12 – 15 cm di diametro (anche soli 8 cm per quelle a pellet). Questo permette di collocare la stufa praticamente dove si vuole e di spostarla nel corso del tempo. Un discorso a parte vale per le stufe piene in muratura o in pietra ollare, che vengono costruite sul posto, pesano moltissimo e sono inamovibili.

Le stufe odierne sono fabbricate in ghisa, acciaio, pietra refrattaria, ceramica, maiolica o una combinazione di questi materiali: i metalli si scaldano più in fretta ma si raffreddano velocemente, ed operano per convezione (movimento dell’aria) e in parte per irraggiamento (come i raggi del sole); refrattario, ceramica e maiolica impiegano più tempo per riscaldarsi ma accumulano più calore e lo cedono lentamente per irraggiamento.

Il rendimento termico di una stufa è abbastanza elevato, dal 70 a oltre il 90%.

 

I CAMINI sono costruiti con una struttura muraria, quindi sono fissi e richiedono sempre una presa d’aria esterna e una canna fumaria di grandi dimensioni, proporzionata alla potenza termica e quasi mai inferiore al diametro 20 cm.

Si dividono in due categorie: quelli aperti e quelli con inserto termico. La prima tipologia, spesso realizzata con focolare prefabbricato in cemento e argilla espansa, ha la fiamma più spettacolare e può essere usato per cucinare ma il rendimento, cioè la percentuale del calore che è effettivamente ceduto all’ambiente, varia dal 25 al 30%: la maggior parte si disperde verso l’alto, nella cappa e nella canna fumaria e quindi nell’ambiente esterno, con uno spreco termico elevato.

I termocamini (alimentati a legna, a pellet o con entrambi), sono costituiti da un inserto termico in ghisa, acciaio e refrattario da collocare nella struttura muraria e chiuso da un vetro resistente alle alte temperature, apribile o scorrevole.

Possono cedere il calore, mediante uno scambiatore, all’aria, con il supporto o meno di un ventilatore, e attraverso l’aria lo distribuiscono nell’ambiente circostante e, tramite un sistema di canalizzazione, anche in altri locali; in parte scaldano anche per irraggiamento. Il rendimento termico è del 65-75%.

Oppure possono contemporaneamente alimentare, attraverso lo scambiatore, l’impianto dei termosifoni e dell’acqua calda sanitaria e irraggiare l’ambiente, con un rendimento termico elevato, attorno all’85 – 90%.

9 Gen 2017