LA STORIA DEL CAMINO

LA STORIA DEL CAMINO

Inizialmente il focolare era posto al centro della stanza, con un foro sul tetto per la fuoriuscita dei fumi: questa soluzione teneva il fuoco a distanza dalle pareti (in genere di legno) e diffondeva il calore in modo uniforme. Tuttavia la dispersione era molta e non sempre lo scarico dei fumi avveniva in modo corretto. Inoltre questa disposizione del focolare fu all'origine di numerosi incendi: i tetti erano costruiti in paglia o in legno, materiali altamente infiammabili.

Il progressivo subentrare di nuovi materiali edilizi quali pietre o mattoni mutò anche la disposizione del camino. La realizzazione della canna fumaria a in pietra o mattoni diminuiva il rischio incendi e permetteva di inserire il camino in qualunque ambiente sia per riscaldarsi sia per cucinare.

Questa tipologia di camino a parete si diffuse in Europa e in Italia tra il 1200 nella forma detta a “padiglione”, dove l’enorme cappa era sostenuta da colonne, una tipologia in cui però la mancanza di pareti laterali diminuiva il tiraggio e aumentava la presenza di fumo nei locali.

Agli inizi del 1600 successivi studi architettonici migliorano il funzionamento del camino e lo avvicinano alla forma che conosciamo. L’architetto francese Savot costruisce un caminetto, nel quale viene utilizzato il contatto delle pareti calde del focolare per produrre aria calda; mentre Gaucher installa nei caminetti una presa d’aria esterna che facilita il ricambio di aria senza un eccessivo abbassamento della temperatura all’interno dell’abitazione.

Nel 1700, Benjamin Franklin e Benjamin Thompson furono i due nomi più influenti nel campo. Il primo progettò quello che ancora oggi è chiamato il “camino Franklin”, e apportò dei notevoli miglioramenti in termini di riduzione dei fumi nei locali grazie allo studio delle esalazioni.

Invece Thompson scoprì per primo che il calore non era una sostanza, ma era il prodotto del moto delle particelle e fu il primo a comprendere e a usare il termine di calore radiante. Migliorò notevolmente la tecnica costruttiva, da cui nacque il cosiddetto camino Rumford: rimosse alcuni ostacoli come le dimensioni eccessive delle cappe che raffreddavano i fumi e conseguentemente l’esalazione della canna fumaria. Stabilì che le pareti delle canne fumarie dovessero essere libere da impedimenti; modificò la forma del camino per rendere massima la radiazione del calore verso l’ambiente.

Il camino odierno mantiene il fascino tradizionale, ma si evolve in un elemento non solo utile, ma anche di arredo. Oggi possiamo scegliere tra il camino tradizionale, il termo camino ad acqua e ad aria e tra forme e disposizioni in grado di accontentare tutte le esigenze di gusto e di spazio, mentre le migliorie tecniche lo rendono una forma di riscaldamento quanto mai economica ed ecologica.

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9 Gen 2017